 |
|
|
 |
 |
 |
sandro pangione |
|
|
|
| |
|
|
|
 |
| |
|
|
|
| |
|
|
| |
"a ferrovia 'e cartone" |
|
| |
|
|
| |
Non tutti sanno
e non possiamo ignorare una ferrovia che, oltre a quelle delle
ferrovie dello Stato, serve la nostra città da ormai tanti anni:
l'Alifana.
Questa ferrovia è sicuramente nota a tutti i samaritani, ma
forse i più giovani non sanno che nel periodo prebellico, questa
ferrovia aveva un percorso del tutto diverso dall'attuale.
Infatti, la sede ferroviaria del vecchio tracciato è ora in
parte sede stradale e in parte occupata da edifici, mentre fino
al 20 febbraio 1976, S. Maria Capua Vetere era collegata tramite
questa ferrovia anche con l'hinterland alifano (da cui
prende il nome) e aversano, nonché con Napoli; la stazione di
questa ferrovia non è altro quel edificio in via Napoli (a
destra andando verso Napoli) con la scritta "Ferrovia Napoli -
Piedimonte d'Alife", attualmente utilizzato come abitazione
civile. |
|
| |
|
|
| |
'a
ferrovia 'e cartone, così come era soprannominata dalla
gente locale, la cui storia presenta vicende storiche e
soluzioni tecniche assai particolari, mostra i primi concreti
passi verso la sua costruzione in data 27 marzo 1900, quando
venne accordata alla "Societé Anonyme des Tramways et des
Chemins de Fer du Centre" - costituita in Francia con strumento
per notaio Mathieu del 28/10/1899 con sede a Lione (Francia) e
con un capitale ammontante a corrispondenti 1.125.000 lire
diviso in 11.250 azioni e con presidente Florian Bautheon - la
concessione per la costruzione e l'esercizio della ferrovia
Napoli - Piedimonte d'Alife; tale concessione venne ceduta nel
1905 alla "Compagnie des Chemins de Fer du Midi et d'Italie" con
sede a Parigi. In Italia la società era rappresentata dall'ing.
Iulies Papleux che in qualità di direttore generale, dopo aver
ottenuto l'esercizio della ferrovia elettrica Napoli - S. Maria
Capua Vetere - Piedimonte d'Alife e aver prima depositato lo
statuto sociale, l'atto costitutivo e tutti gli allegati nella
cancelleria del Tribunale Civile il 20/12/1899, stabilì la sede
principale in S. Maria Capua Vetere alla via Mazzocchi n.135.
Successivamente venne previsto e realizzato un progetto di
ferrovia a scartamento 950 mm con trazione a vapore sulla tratta
Santa Maria Capua Vetere - Piedimonte d'Alife e con trazione
elettrica a corrente alternata monofase 11.000 V/25 Hz sulla
tratta Napoli - Capua. |
|
| |
|
|
| |
 |
Il
30 marzo 1913 il treno entrò in funzione sul percorso Napoli
Piazza Carlo III° Santa Maria Capua Vetere Biforcazione - Capua
di km 43,081; il 31 dicembre 1913 fu inaugurata la tratta
Biforcazione - Caiazzo di km 15,843 ed infine il 5 ottobre 1914
fu la volta del tronco Caiazzo - Piedimonte d'Alife (oggi
Piedimonte Matese) di km 22,618 |
|
| |
|
|
| |
Per quanto
riguarda il materiale rotabile, quello elettrico era costituito
da 5 elettromotrici di costruzione Breda / AEG / Thomson, da 2
locomotive elettriche (AEG / Thomson), da alcune rimorchiate
(Breda) e da un congruo numero di carri merci. Quanto riguarda
la tratta a vapore, si ritiene giusto aprire una parentesi sulle
locomotive, in quanto sembra una pagina di storia ferroviaria
sconosciuta ai più.
La macchina più vecchia che ha prestato servizio e che non fu
mai immatricolata e numerata; si trattava di una due assi
denominata "Catania V", di costruzione inglese (R. & W. Hawthorn)
acquistata usata da una ferrovia industriale a scartamento 850
mm di una miniera di zolfo in Sicilia. Per poter circolare
sull'Alifana venne adattata allo scartamento di 950 mm dove
svolse il suo servizio regolare fino al 1939 quando, ceduta ad
una ditta di Roma, venne destinata alle manovre nel porto di
Assab in Africa.
Il gruppo più numeroso era quello "I", costituito da 3
locomotive di costruzione belga (La Meuse) datate 1909 le quali
erano macchine di limitata massa (22t) a tre assi accoppiati con
ruote molto piccole (750 mm di diametro) e con distribuzione
tipo Walschaert numerate V1 - 3.
Nel 1926 la V2 fu venduta alla ferrovia Circumetnea dove
fu immatricolata con il numero 14 e soprannominata dai
ferrovieri "la Meusa". Le rimanenti V1 e V3 vennero accantonate
negli anni 1954/55 (dopo la guerra effettuarono qualche servizio
sulla tratta elettrificata) e demolite negli anni Sessanta.
All'apertura della linea erano anche presenti due locotender
Breda del 1913 simili a quelle costruite per le Ferrovie
Complementari Sarde (numerate 1 - 7), a quelle per la ferrovia
Ragusa - Vizzini (numerate 1 - 10) e per le Ferrovie Calabro
Lucane gruppo 170. Si trattava di mezzi con rodiggio 1'C con una
potenza che si aggirava sui 300 CV e numerate V11 e V12;
anch'esse vennero demolite negli anni Sessanta, dopo che nel
precedente decennio erano state protagoniste di un esperimento
volto a potenziare le prestazioni dei convogli sulla tratta
Napoli - Giugliano, particolarmente acclive, dove venivano
utilizzate in spinta ai convogli elettrici, evitando così di
sovraccaricare la centrale di conversione di Sant'Andrea dei
Lagni di limitata potenza.
Nel 1939, per rimpiazzare la "partenza" della Catania V,
venne acquistata dalle FS la R.305.4 (in servizio sulla Palermo
- Corleone - San Carlo) di costruzione Henschel, con rodiggio
1'C e immatricolata V21; anch'essa venne demolita nei primi anni
'60. Nel 1944 giunse sull'Alifana pure la R.301.1 (1'C) di
costruzione CEMSA del 1912 e venne immatricolata V31. Nel 1947
fu resa alle FS.
Nei primi anni di esercizio, sulla tratta elettrificata si
svolgeva un intenso traffico con un treno in ogni direzione a
cadenza oraria, mentre su quella a vapore venivano effettuate 3
coppie di treni passeggeri che, solo dopo qualche anno,
divennero 4 con l'aggiunta di un "misto |
|
| |
|
|
| |

|
|
| |
|
|
| |
|
Nel
1923, precisamente il 14 aprile, a soli dieci anni dalla
data di apertura, l'esercizio passò ad una Gestione
Commissariale Governativa. Per circa vent'anni, la vita
sull'Alifana continuò tranquilla fino al 1943, quando la
guerra portò i suoi lutti e le sue distruzioni; infatti
la ferrovia fu colpita tanto duramente che, quasi tutti
i ponti della tratta Santa Maria Capua Vetere -
Piedimonte Matese furono distrutti e la sezione
elettrificata venne sensibilmente danneggiata.
Così
alla fine della guerra solo fra Napoli e Santa Maria
Capua Vetere / Sant'Andrea fu possibile ripristinare
l'esercizio, mentre per l'altra parte si cominciò un
lungo gioco fatto di progetti e speranze. Molti anni
passarono prima che il treno tornasse a Piedimonte
Matese, grazie alla burocrazia che, sotto forma di Enti
diversi, rimandava di anno in anno l'approvazione e i
finanziamenti per la ricostruzione. A ciò si aggiunsero
anche i problemi relativi alla concessione alla
Compagnie des Chemins de Fer du Midi et d'Italie (CFMI),
che altro non fece se non ingarbugliare ancora di più la
faccenda.Nel 1954 finalmente venne riconcesso
l'esercizio alla suddetta Società (CFMI), prevedendo la
ricostruzione della Santa Maria Capua Vetere -
Piedimonte Matese con delle variazioni al tracciato
originale: a S. Maria Capua Vetere venne eliminata la
tratta S. Andrea - Curti - S. Pietro - Anfiteatro,
raccordando la stazione di S. Angelo in Formis con
quella delle FF.SS. mediante il passaggio ad ovest della
città e aumentando lo scartamento dei binari da quello
metrico (950mm) a quello ordinario (1435mm).
Nel 1955, su richiesta del Comune di Napoli, il
capolinea della sezione elettrificata veniva arretrato
da Piazza Carlo III allo Scalo Merci.
Nel 1957, finalmente il Ministero dei Trasporti
concludeva dichiarando che "la ferrovia Santa Maria
Capua Vetere - Piedimonte Matese era meritevole di
ammodernamento"; in questi anni, venne deciso anche che
la trazione sarebbe dovuta essere Diesel anziché
elettrica come richiesto dalla Società concessionaria.
Si crearono così due tronchi:
- Napoli Scalo Merci - Santa Maria Capua Vetere /
Sant'Andrea a trazione elettrica in corrente alternata
monofase 11 .000 V e 25 Hz a scartamento ridotto (950
mm) della lunghezza di km 34,854;
- Santa Maria Capua Vetere - Piedimonte Matese di km
41,246 a trazione Diesel con scartamento ordinario. |
|
Il 5
aprile 1963 la "nuova" ferrovia veniva inaugurata; si
trattava di una linea con caratteristiche ben diverse
dalla vecchia, con pendenze più contenute (max 25 per
mille), armamento con rotaie da 36 kg/m, con curve di
raggio minimo di 300 m (80 nella precedente) e in parte
realizzata su un nuovo tracciato. Per assicurare il
servizio con trazione Diesel la CFMI ordinò alla OM 5
automotrici e quattro rimorchiate del tutto analoghe
alle ALn 773 e Ln 664 FS; tuttavia essendo stata
aumentata la disponibilità dei posti a sedere, esse
furono immatricolate rispettivamente con le sigle ALn
880.I.1 - 5 e Ln 774.R.101 - 104. Costruite nel1962,
queste automotrici, disponevano di una velocità massima
di 98 km/h e di una potenza di 310 kW. Per il traffico
merci vennero ordinate alla stessa azienda due
locomotive del tutto simili al Gruppo 234 FS, che furono
immatricolate I-51 e I-52 (vel. max 65 km/h). Per
tredici anni le due tratte dell'Alifana svolsero
regolarmente il proprio servizio.
Il 20 febbraio 1976, venne sospeso il traffico
sulla Napoli - Santa Maria Capua Vetere / Sant'Andrea.
Non si trattò di una chiusura per scarso traffico, bensì
per l'esatto contrario, in quanto le località
attraversate, notevolmente sviluppatesi, abbisognavano
di un mezzo più efficiente e veloce che le congiungesse
con Napoli.
Al momento della chiusura sulla ferrovia erano presenti
i seguenti mezzi di trazione:
- elettromotrici 1 - 3, 5 - 9;
- locomotive E 51 e E 52; automotore M 1.
Nel 1978 la concessione dell'esercizio venne
rilevata delle Tranvie Provinciali di Napoli (TPN), che
nello stesso anno modificarono la propria ragione
sociale in Consorzio Trasporti Pubblici di Napoli (CTP).
Il 1978 fu foriero di ulteriori novità per la ferrovia e
vennero acquistate usate dalla WLE (Westfàlische
Landes-Eisenbahn) in Germania tre automotrici del 1953
con rimorchiate. Purtroppo la limitata velocità massima
(65 km/h) e alcuni problemi tecnici le fecero
accantonare ben presto e, in attesa di una nuova
fornitura di automotrici della FIAT, vennero noleggiate
presso le FS delle Aln 556 Breda ormai giunte in fin di
carriera, provenienti dal deposito locomotive di
Benevento.
Un paio d'anni dopo tra fine del 1981 e inizio '82
giunsero cinque nuove automotrici FIAT, con una potenza
di 340 kW e velocità massima di 123 km/h; furono
immatricolate ALn 668.I.9 - 13 (ALn 668 serie 3000).
Il 16 giugno 1986 la concessione alla CTP fu
revocata e la linea fu posta sotto la gestione di un
Commissario Governativo. In questo periodo il trasporto
merci ebbe un notevole calo, tanto che la locomotiva
I-51 fu accantonata e utilizzata come fonte di pezzi di
ricambio per l'altra unità superstite. Qualche anno
dopo, si registra l'arrivo di due nuove locomotive
Diesel: le 211.002 e 105 ex DB, rispettivamente
costruite dalla Mak di Kiel nel 1958 e nel 1962. Queste
due locomotive, furono radiate dalla Ferrovia Federale
Tedesca e importate dalla ditta Buloni di Udine che,
sottoposte nel corso del 1989 a revisione generale dalla
FERVET di Castelfranco Veneto, nel novembre del 1990
giunsero sull'Alifana dove con la nuova immatricolazione
I-54 e 55, furono immesse in esercizio dal 15 febbraio
1990. In questi stessi anni, inoltre, l'Alifana è stata
più volte interrotta al fine di consentire la
sostituzione dell'armamento con rotaie da 50 kg/m |
|
Attualmente il servizio svolto dalla ferrovia "alta" (da
Santa Maria Capua Vetere a Piedimonte Matese) è
prettamente a carattere locale ed è svolto con 10 coppie
di treni facente capo a Napoli e una sola limitata alla
tratta Piedimonte Matese - Caserta, con tempi di
percorrenza che vanno da circa un'ora per la tratta fra
Piedimonte Matese e Santa Maria Capua Vetere e di circa
un'ora e quaranta per i collegamenti con Napoli; da
Santa Maria Capua Vetere a Caserta - Napoli, i treni
percorrono la linee FS.
Quanto riguarda il traffico merci, anche la sola coppia
di treni giornalieri che qualche volta era soppressa
soprattutto in piena estate, non c'è più; ormai è dalla
metà del 1990 che sulla tratta Alifana non viene più
svolto nessuna tradotta merci.
Per questa sezione "alta", nella metà del 1990, furono
acquistate 3 ALn 773 (le 3550, 3554 e 3565) FS già da
tempo noleggiate durante il periodo scolastico e 2 nuove
ALn 663 della FIAT immatricolate ALn 663.I.14 -15
(accoppiabili con le recenti ALn 668). Inoltre, vista la
decisione di non procedere al recupero dell'ALn 880.I.3,
fuori servizio dal 1988 per incidente, si ipotizzò
l'acquisto di altre due Aln 773. |
|
|
| |
|
|
|
| |
 |
Nell'area del
deposito - officina di Piedimonte Matese, accantonate ormai da
anni, sostano in totale stato di abbandono le quattro
rimorchiate del gruppo Ln 774 e le locomotive Diesel da manovra
I-51 e I-53; la I-52, invece è stata acquisita dal MNT - Museo
Nazionale di Trieste, per essere riparata e conservata come
rotabile storico. Attualmente l'intera ferrovia è soggetta a
nuovi lavori di ammodernamento, nonché di potenziamento con il
rinnovo di tutto l'armamento dal vecchio 36 al 50 UNI su
traversa in C.A.P. (attualmente su alcune tratte) e la
costruzione di una variante di tracciato (S. Maria C.V.).Inoltre
è già terminata la posa dei pali (tipo LS) per
l'elettrificazione (manca ancora la catenaria) su tutta la
tratta Piedimonte Matese - Anfiteatro (S.Maria C.V.) nonché la
sostituzione del vecchio segnalamento ad ala con i nuovi di tipo
luminosi (attivi dal 6/11/2000, in occasione della sostituzione
del vecchio impianto di sicurezza manuale ADM (Apparato di
sicurezza a leve e chiavi) con il nuovo ACEI (Apparato Centrale
Elettronico ad Itinerari) nella stazione di S. Maria C. V.); un
nuovo sovrappasso sull'autostrada del Sole presso Capua è stato
infine collaudata il 15 giugno 1999, per via dei lavori per la
costruzione della terza corsia. |
|
| |
|
|
| |
Inoltre è
previsto un progetto di ricostruzione della tratta Santa Maria
Capua Vetere - Napoli (vedi cartina qui a fianco - tracciato in
blu), per la quale sono previste dalle caratteristiche tipiche
di una metropolitana di superficie, tanto che la ferrovia
Alifana diventerà una "parte" della metropolitana di Napoli.
Infatti, come stabilito e approvato dalla giunta regionale della
Campania, i treni dell'Alifana della linea Santa Maria Capua
Vetere - Aversa - giugliano - Napoli, saranno inseriti
nell'anello della linea 1 della metropolitana del capoluogo di
regione. Inoltre è previsto un progetto di ricostruzione della
tratta Santa Maria Capua Vetere - Napoli (vedi cartina qui a
fianco - tracciato in blu), per la quale sono previste dalle
caratteristiche tipiche di una metropolitana di superficie,
tanto che la ferrovia Alifana diventerà una "parte" della
metropolitana di Napoli. |
|
| |
|
|
| |
Infatti, come
stabilito e approvato dalla giunta regionale della Campania, i
treni dell'Alifana della linea Santa Maria Capua Vetere - Aversa
- giugliano - Napoli, saranno inseriti nell'anello della linea 1
della metropolitana del capoluogo di regione. Il progetto,
prevede il doppio binario a scartamento ordinario con sede
prevalentemente in galleria, I'elettrificazione in corrente
continua a 1.500 V della rete, il blocco automatico a correnti
codificate con ripetizione dei segnali in macchina e
l'installazione di impianti ACEI nelle stazioni. E altresì
previsto un distanziamento dei convogli di 3' fra Napoli e
Secondigliano, di 6' fra Secondigliano e Giugliano e di 12' fra
Giugliano e Santa Maria Capua Vetere. Con apposita legge del
1986, inoltre, sono stati stanziati 187,7 miliardi per il
committente dell'opera, oltre all'acquisto di un elettrotreno
per il pre-esercizio.
Quest'ultimo è un elettrotreno FIREMA tipo E 82 B con rodaggio
2'Bo + Bo2', analogo ai treni ET 400 della SEPSA (ferrovia
Cumana e Circumvesuviana), con piano parzialmente ribassato e
cassa di lega leggera, equipaggiamento elettronico a modulatore
e motorizzazione distribuita su entrambe le carrozze; uscito di
fabbrica (officine Fiore di Caserta) alla fine di agosto 1998,
attualmente sosta presso la stazione di Benevento Appia della
linea ferroviaria FBN (ferrovia Benevento-Cancello-Napoli, che
con l'Alifana condivide la direzione d'esercizio), per svolgervi
le prime prove in attesa della completa elettrificazione e
ricostruzione della ferrovia Alifana.
Inoltre l'elettrificazione a 1.500 V, prevista entro il 2004,
consentirà ai treni dell'Alifana provenienti da Aversa,
Giugliano e Mugnano di utilizzare il tratto Piscinola -
Aeroporto per potersi immettere ogni 8 minuti sulla linea 1
dell'attuale metropolitana riuscendo così a raggiungere ed a
traversare il capoluogo fino a Capodichino e dall'altro lato
(attraverso un interscambio alla stazione di Piscinola) fino a
piazza Cavour. Da questo ultimo nodo, poi, si potrà arrivare a
Mergellina e Fuorigrotta fino a Bagnoli e Pozzuoli o, in senso
inverso, fino a piazza Garibaldi e via Gianturco.
La linea Alifana, infine, una volta aperta la tratta fino a
Capodichino, proseguirà con i lavori del tratto Aeroporto -
Poggioreale - Centro Direzionale, fino a chiudere l'anello in
piazza Garibaldi.
Se, e speriamo bene, le cose vadano per il verso giusto, si
realizza così un vero e proprio "passante ferroviario circolare"
che trasformerà la stazione di Santa Maria Capua Vetere in uno
snodo fondamentale che, oltre a garantire i collegamenti con le
stazioni FS di Roma, Napoli, Caserta e Foggia, consentirà
collegamenti diretti con tutte le stazioni della metropolitana
napoletana, nonché quelle della zona aversana, matesina,
frusinate e casertana. |
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
 |
|
|