sandro pangione

teatro garibaldi

   
       
       
     
 

Il Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere,  con un’opera di Giuseppe Verdi fu inaugurato la sera del 12 aprile 1896, lungo il corso Garibaldi, nei pressi della chiesa degli Angeli Custodi.

 
     
 

 
     
 

Fu costruito, nel 1890, dal prof. Curri (lo stesso che ha curato la decorazione della Galleria Umberto I° a Napoli), al quale fu affidato l’appalto, dopo non poche e aspre polemiche all’interno della commissione giudicatrice. I primi tentativi compiuti dal Municipio per realizzare quest’opera a Santa Maria Capua Vetere risalgono però a qualche tempo prima, al 1864. In questo anno l’architetto Della Corte fu incaricato, e finanziato attraverso un prestito pubblico, di realizzare un prospetto e di costruire il teatro. Due anni dopo un Regio Decreto ne autorizzò l’esecuzione stabilendo i termini entro i quali tale opera “di pubblica utilità” dovesse essere ultimata, ma solo nel 1877, e dopo un nuovo concorso per la progettazione dell’opera, si poterono espropriare i suoli, il giardino dei Cipullo-Lucarelli, ed avviare i lavori. In questa occasione fu pubblicato un bando con un capitolato così analitico che agli eventuali partecipanti veniva lasciata solo la fantasia per le preziosità stilistiche.

 
     
   
     
 

Nel bando si stabiliva, ad esempio, che: il suolo sul quale dovrà sorgere il teatro deve essere  di mq 2.180 compreso un fronte di metri lineari 36,35 per 60;  il Teatro dovrà contenere: a) una platea con 160 posti e 32 poltrone in due file; b) 3 ordini di palchi nel numero complessivo di 44 compresi quelli delle lettere (proscenio) e un loggione; c) la platea deve avere un ingresso centrale, 2 laterali e un altro speciale per l’orchestra, nonché nell’interno, un passaggio centrale ed un altro in giro: d) per il loggione possibilmente anche un’altra scala a parte; e) le decorazioni semplici, decenti ma senza molto lusso; f) sul vestibolo una gran sala per concerti accademici ed altre riunioni; g) ingresso aperto per le carrozze. Nei lati, stradone in giro, compreso nel suolo indicato, in modo da isolare l’edificio; h) palcoscenico completo di attrezzi con un numero competente di scene; i) nel vestibolo, spaccio di biglietti, una piccola sala da caffè per uso teatro e sue dipendenze, guardaroba, posto di guardia; l) dietro il palcoscenico una stanza per la pompa ed attrezzi per incendio. Il tutto deve essere progettato secondo i migliori precetti dell’arte e l’ammontare della spesa non dovrà eccedere la somma di Lit. 200.000 (che poi, a lavori ultimati divenne di Lit. 450.000)

 
     
   
     
 

Il Teatro si fece, nel rispetto di queste indicazioni, e, come già scritto, fu inaugurato nel 1896. L’opera conclusa presentava, e presenta tuttora, un’architettura, di stile tardo-neoclassico, realizzata in modo armonico e gradualmente differente. Un teatro lirico talmente bello da essere chiamato, incuranti del nome ufficiale, il Piccolo San Carlo. Delle stagioni liriche può essere interessante ricordare gli allestimenti de Gioconda, Mefistofele, Lucia di Lammermoor, Camoens di Pietro Musone, del 1897, con Luigi Ceccarini tenore, Anna Franco soprano; oppure le “prime” del Rigoletto, Norma, Trovatore del 1901; o ancora nel 1904 Pagliacci, Andrea Chenier, Cavalleria Rusticana e Boheme, con il maestro Guido Serrao e il tenore Amedeo Rossi. Al Teatro Garibaldi, il 4 giugno del 1910 nella Traviata esordì il baritono Raffaele Aulicino.  Per la  prosa, i cronisti del tempo documentano il grande successo per le recite, nella stagione 1896/97, della “Drammatica Compagnia”  diretta da Antonio Grisanti, Attila Ricci e Virginia Campi; nel 1898 della compagnia di Achille Torelli; nel 1899 di Amalia Ferrara, Lena Botti-Bello, Lina Montis in: Un viaggio in Africa e Donna Juanita di Suppé, Il venditore di uccelli di Zeller,  L’usignolo di Chapy e, nel 1900, di Ferruccio Garavaglia, Achille Maironi, Gina Favre in Tristano e Isolda e La scuola delle mogli di Molière.

 
     
 

Con l’operetta ci fu una ripresa che fece superare la crisi serpeggiante dal 1902 quando l’impresario Abate aveva dovuto sospendere le rappresentazioni per il loro alto costo, che imponeva il prezzo del biglietto al di sopra delle medie possibilità dei Sammaritani (i quali, però, ebbero modo di apprezzare La vedova allegra e Geisha nel 1910, con Gianni e Lina Sartori, Margherita Abbadia-Lindi, i maestri U.Bellini e Gambardella, poi I pescatori di perle nel 1914 con il debutto di Maria Reichenbach).

 
     
 

Nel dicembre del 1914, grande scalpore suscitò tra i “maggiorenti”  il fatto che Salvatore De Muto, l’ultimo Pulcinella della scuola dei Petito, a seguito di un incendio che devastò il Cinema Mascolo dove stava mietendo grandi successi, fu autorizzato a tenere spettacoli al Garibaldi; immediato fu il risentimento di quelli che, ostili a gesti di apertura che potessero minacciare la pace sociale (anche se la Storia documenta quanto questa fosse retta su abusi, pregiudizi e ottusità), si opposero erigendo barricate ideologiche, in stile da controriforma, coinvolgendo la stampa benpensante le cui significative querele (oggi le definiremmo divertenti!) si ebbero su “Il Volturno”, “Il Corriere d’Italia” e “La Lupa”. A dispetto dell’indignazione di queste persone, il pubblico, non quello “solito” delle rappresentazioni liriche, ma quello molto più eterogeneo e popolare , apprezzò molto questa inedita programmazione.

 
     
 

Nel 1915, a seguito dello scoppio del primo conflitto mondiale, il “piccolo San Carlo” chiude per la prima volta. Da questa data in poi nulla sarà più come prima per il Teatro Garibaldi. Nel corso degli anni sarà utilizzato sporadicamente per qualche allestimento finché, nel 1939, l’impresario Mario Del Piano ottiene il permesso per adibirlo a sala cinematografica. Durante l’occupazione alleata, siamo alla fine della seconda guerra mondiale, il Teatro fu requisito e divenne palcoscenico per le jam-session degli americani (tra i musicisti “di passaggio” vale la pena ricordare le esibizioni di Cole Porter o di Coleman Hawkyns). Gli ultimi bagliori sono di qualche anno più tardi con le presenze di Arturo Toscanini, di Toti Dal Monte, di Raffaele Viviani, di Totò, di Nino Taranto, di Carlo Dapporto, dei fratelli Maggio, di Erminio Macario, delle sorelle Nava.

 
     
 

Una storia discontinua durata più di trenta anni fino al sisma del 1980, quando il Teatro viene dichiarato inagibile e chiuso.

Nel settembre del 1999, il teatro – ridotto ad un cantiere abbandonato a causa di numerosi interventi iniziati e mai portati a termine, è stato riaperto ,dopo diverse e numerose istanze da parte di associazioni e cittadini,  con il Progetto “CANTIERI GARIBALDI” ideato e realizzato da CapuAntica Festival con il sostegno dell'Amministrazione: i palchi, dichiarati inagibili, hanno ospitato un grande dipinto del M°Pisani (oltre 100 pannelli creati per l'occasione). La sala, il palco e la buca dell'orchestra, ridotti ad una gettata di cemento, ripristinati. Dal novembre '99 all'  aprile 2000 sono stati presentati oltre trenta spettacoli di teatro, musica , danza e lirica . La finalità del progetto, restituire centralità al Teatro comunale e quindi richiamare attenzione  e risorse,  fu raggiunta: l'esito positivo del progetto (con una spesa per l'Amministrazione di 200 milioni delle vecchie lire) ha consentito di gettare le basi per un impegno reale alla ristrutturazione e alla riapertura del Teatro.  L' Amministrazione Comunale, con un determinante sostegno, accoglie i giovani di OTC Onorevole Teatro Casertano con un progetto fondato sull'idea di “casa delle arti sceniche”,  sulla convivenza fra gli artisti, sullo scambio, la condivisione e la crescita attraverso la circolazione delle esperienze. Quest'ultima esperienza culmina nell'istituzione della residenza multidisciplinare denominata SempreApertoTeatro Garibaldi, attraverso il protocollo d'intesa del 12 febbraio 2001, siglato sullo storico palcoscenico sammaritano dal Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e dal Sindaco di Santa Maria Capua Vetere Vincenzo Iodice, insieme ai rappresentanti dell'Ente Teatrale Italiano e di OTC Onorevole Teatro Casertano.

Nel gennaio 2002, grazie alla ferma volontà dell'Amministrazione Comunale, che destinerà per l'impresa oltre quattro milioni di euro, hanno inizio i lavori di restauro, sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico di Caserta e Benevento, che consentono in breve tempo di recuperare al meglio il Teatro Garibaldi, documento straordinario di un'epoca magica per Santa Maria Capua Vetere e testimonianza preziosa della cultura tardo ottocentesca di Terra di Lavoro. Fino al maggio 2007 la programmazione della stagione di prosa, di teatro d'innovazione e di musica verrà  curata dal Teatro Pubblico Campano e mentre la peculiare esperienza di residenza multidisciplinare vede affiancati OTC Onorevole Teatro Casertano e Teatri Uniti, importanti realtà della Regione.

A seguito del rinnovo dell'Amministrazione, giugno 2007, il Sindaco entrante Giancarlo Giudicianni, pur nella  consapevolezza e nella  necessità  di risanamento del bilancio deficitario del Teatro, ha scelto di fare assumere al Comune, direttamente,  la gestione di quest' ultimo.E' stata realizzando una stagione teatrale, riaperto il dialogo con le maggiori istituzioni culturali della Regione per una progettualità condivisa e , nel contempo, restituita allo storico teatro la sua funzione socializzante e comunale, affiancando progetti rivolti alla cittadinanza scolastica e giovanile e accogliendo la vitale attività culturale dell'associazionismo. 

l  LINEE PROGRAMMATICHE 

La progressiva contrazione dei finanziamenti pubblici, di parte corrente, pone oggi in seria difficoltà la gestione dei  Teatri municipali e lo stesso  futuro dello spettacolo dal vivo in quelle città in cui la presenza di un teatro “pubblico” determina una serie di  “necessarie”  responsabilità e  impegni da parte dell'Amministrazione e degli operatori.

Va da sé che la gestione di un teatro municipale deve necessariamente rispondere ad un principio di multidisciplinarietà dei programmi e diversità delle attività al fine di meglio corrispondere ad un'idea , la più ampia possibile, di cittadinanza culturale attiva. Lo stesso sistema gestionale risulta peculiare in quanto non può limitarsi ad un'ottica aziendalista in considerazione del fatto che la crescita e lo sviluppo sociale e civico del cittadino, pur apparendo un onere,  è una qualità ed un servizio dovuto. 

Quindi, il futuro del nostro teatro è legato alla capacità di creare programmi culturali capaci di dialogare con il territorio e al contempo strutture gestionali in grado di agevolare, anche attraverso idonee strategie , un utilizzo efficace ed efficiente della spesa pubblica, che rimane tuttavia indispensabile. 

L'attività del 2008 è stata progettata su queste premesse dall’Assessore al turismo e spettacolo Renato Delle Femmine e dai consulenti Emilia Marocco e Patrizio Ranieri Ciu e risponde innanzitutto all'idea di fare del Teatro Garibaldi un’ importante sede culturale con valenza comprensoriale, corrispondendo alla sua vocazione e alla sua posizione .

In tal senso, sono stati avviati i necessari accordi con i comuni limitrofi e quelli più direttamente “attraversati” dalla Via Appia .

Molte le iniziative varate, frutto di un diverso approccio alla gestione che oggi vede l'Amministrazione Comunale, coadiuvata da consulenti,  protagonista della gestione. Scelta determinata necessità di fare un teatro comunale attento al territorio e alle numerose e diverse istanze da esso espresse. 

Santa  Maria Capua Vetere, così vicina a Caserta e a pochi chilometri da Napoli, deve necessariamente impegnarsi in un teatro di identità per competere con la più vasta e varia offerta  delle città limitrofe.

In tal senso, si deve leggere l'attento lavoro di dialogo con l'associazionismo culturale, l'impegno verso gli istituti scolastici, la progettualità in fieri con la Soprintendenza e l'Università.

 

*      Obiettivi

 

Il principale obiettivo di questo progetto è il rilancio di esperienze nate attraverso il dialogo tra le Istituzioni e il territorio. L’idea è quella di un teatro che affonda le radici nella tradizione ma che la reinventa alla luce della contemporaneità. L’idea di un teatro al tempo stesso popolare e di ricerca. Il Teatro Garibaldi ospiterà e produrrà sì spettacoli ma soprattutto cultura teatrale. Si concentrerà sull' ideazione e la realizzazione di percorsi di coinvolgimento di giovani artisti, anche del territorio , con i quali saranno esplorate nuove drammaturgie di contaminazione tra i linguaggi, secondo una logica di fusione tra i processi formativi e quelli produttivi.

Il Teatro Garibaldi intende, altresì, entrare in sintonia con la politica di divulgazione qualitativa del teatro musicale , cercando la collaborazione con il Teatro San Carlo; ciò significa, compatibilmente con le risorse economiche, produrre allestimenti di lirica e di danza basati su specifici progetti drammaturgici e sull’apporto di nuovi linguaggi.

Un altro obiettivo fondamentale è di natura organizzativo - culturale: lo sviluppo graduale di un organico rapporto con il territorio provinciale e regionale attraverso l'offerta di una programmazione peculiare , perseguendo l’indispensabile collaborazione con le maggiori istituzioni teatrali della Campania . Ciò non soltanto per ovvie motivazioni di servizio, ma soprattutto perché il Teatro Garibaldi potrà, nel corso di alcuni anni, trasformarsi in un teatro di rilievo regionale, radicato operativamente nei diversi spazi del territorio sammaritano: un soggetto istituzionale inedito, che porterebbe a pieno compimento l’obiettivo politico-culturale che la Regione ha posto nei suoi piani di programmazione sociale e culturale. 

 
     

stagione teatrale 09/10

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
       

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