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Il PI è coerente con la politica di
valorizzazione delle risorse culturali che l’Amministrazione
intende attuare attraverso il ricorso a diversi strumenti di
programmazione negoziata e la predisposizione di specifici
interventi progettuali.
Il primo luogo, il PI è coerente con
l’Accordo di Programma Quadro per la valorizzazione dei Beni
culturali della Campania, siglato nell’aprile 2000 tra la Regione
Campania, il Ministero per i BB.AA.CC ed il Ministero del Tesoro
che ha individuato 89 siti dove sperimentare modelli di gestione
innovativi con l'eventuale coinvolgimento di altri soggetti
pubblici e privati, in grado di garantire la più ampia fruizione
nel tempo degli interventi realizzati, livelli adeguati di qualità
dell'offerta culturale, opzioni organizzative efficienti,
condizioni ottimali di gestione economica e finanziaria. Nella
prima fase le parti hanno concordato di individuare siti per la
sperimentazione pilota di forme di gestione comune, con
particolare riguardo alla valorizzazione dell’Anfiteatro campano.
Il PI è coerente
con il Progetto Integrato a valenza territoriale “Appia Antica”,
riguardante l’itinerario culturale di interesse regionale
identificato con Delibera di Giunta Regionale n.1818 il 4.05.01,
il cui Tavolo di Concertazione è stato ufficialmente istituito
con Decreto n.1157 del Presidente della Giunta Regionale della
Campania il 6.05.2001.
Il Progetto
“Appia Antica” prevede la costruzione di un itinerario di visita
archeologico-paesaggistico che unisca alcuni insediamenti della
valle del Volturno, disposti lungo l’antica via Appia (tra cui
l’antica Capua e Casilinum), con quelli esistenti lungo l’antica
via Latina (Teanum, Cales), che portava da Roma a Capua, avviando
una strategia di sviluppo volta a:
-
recuperare e valorizzare il patrimonio archeologico-paesaggistico
inespresso della valle del Volturno, la cosiddetta “Campania
felix”, al fine di favorire lo sviluppo sostenibile del
territorio;
-
promuovere e qualificare le attività di spettacolo e di
produzione/animazione culturale, quale strumento di sviluppo
locale sostenibile;
-
innescare processi di sviluppo locale sostenibile;
-
migliorare la qualità dei servizi culturali e dei servizi per la
valorizzazione del patrimonio culturale, compresa la promozione
della conoscenza e della divulgazione, anche ai fini
dell’innalzamento della qualità della vita;
-
promuovere e sviluppare iniziative imprenditoriali, collegate alla
valorizzazione del bene culturale nei settori del turismo,
dell’artigianato, dei servizi e del restauro;
-
sviluppare l’imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni
legate alla ospitalità turistica, alla valorizzazione e alla
diffusione della conoscenza del patrimonio culturale e
paesaggistico del territorio;
-
creare le condizioni per favorire la creazione di strutture ad
alta specializzazione per la gestione degli interventi di restauro
e di valorizzazione;
-
sviluppare attività di formazione per la riqualificazione e la
creazione di competenze legate al patrimonio e alle attività
culturali;
-
restaurare il paesaggio urbano e territoriale dalla valle del
Volturno con particolare riferimento alle aree interessate dai
maggiori interventi, al fine di renderle ospitali.
La strategia
d’intervento delineata dal PI è volta, infatti, a perseguire
l’obiettivo generale “del rafforzamento della capacità competitiva
del sistema-territorio” attraverso l’integrazione del complesso
universitario e del centro studentesco nel tessuto socio-economico
della Città, consolidando il ruolo di questi servizi nella
struttura territoriale.
Per quanto riguarda gli strumenti di
programmazione alla scala sovralocale, il PI è coerente con le
linee strategiche avanzate all’interno del PSE della Provincia di
Caserta, approvato ne novembre del 2001. In particolare è coerente
con le strategie delineate nell’Asse Provinciale 4 - Sviluppo
Locale - e nell’Asse Provinciale 5 - Policentrismo urbano -
prevedendo interventi mirati alla rivitalizzazione socio-economica
dei tessuti urbani degradati e con gli indirizzi di sviluppo
tracciati nel Patto Territoriale di Caserta, approvato con
Delibera CIPE del 23.4.1997, per quanto riguarda il sostegno
all’economia locale attraverso meccanismi di filiera.
Nell’ambito degli strumenti della
programmazione negoziata, Il PI è coerente con il Patto
Territoriale “Appia Antica” comprendente i comuni di Capua,
Cancello e Arnone, Francolise, Roccamonfina, Santa Maria Capua
Vetere, Santa Maria La Fossa, Sessa Aurunca, Teano le cui linee
guida riguardano:
lo sviluppo
integrato e compatibile: appare di fondamentale importanza la
promozione e il sostegno al rilancio del territorio che prenda le
mosse dalle tradizioni e dalle specificità esistenti, che sia
compatibile
-
compatibile con la risorsa ambiente e che risulti incentrato sul
coordinamento e sulle interrelazioni degli interventi;
-
la
promozione dei settori del Turismo, dell'Agricoltura, della
Zootecnia , della PMI, dell'Artigianato; lo scopo ultimo è quello
di individuare comparti produttivi significativi per il territorio
al fine di organizzarli ottimizzandone le funzioni,
compatibilmente con il contesto ambientale da cui è impossibile
prescindere;
-
la
valorizzazione dell'ambiente: gli interventi produttivi
finalizzati alla riqualificazione economica dell'area non possono
prescindere dal considerare le vocazioni naturali dell'ambiente;
le risorse ambientale, paesaggistica e storico-culturale del
territorio devono essere sfruttate in maniera intelligente, il che
significa che vanno preservate, potenziate ed avviate in un
meccanismo sostenibile di sviluppo.
ll PI è coerente con il “Programma
di Riqualificazione e di Sviluppo Sostenibile del Territorio”
della conurbazione casertana (PRUSST) che comprende, come soggetti
promotori, 18 Comuni della “conurbazione” tra cui Caserta, come
comune capofila, e Santa Maria Capua Vetere, come sede della
conferenza dei Sindaci, e coinvolge, come soggetti proponenti il
Consorzio ASI di Caserta, IACP della Provincia di Caserta, CNA,
Sovrintendenza Archeologica Napoli-Caserta, Sovrintendenza
BB.CC.AA. Caserta-Benevento, Aeroporto di Grazianise, Consorzio
Intercomunale CE/2. Questo programma, approvato dal Ministero dei
LL.PP. con D.M. n. 19 del 9/2000, ha avuto il merito di
individuare, all’interno di un'unica strategia, le opportunità
offerte dal processo di riordino della rete infrastrutturale in
atto e le risorse culturali ed ambientali esistenti, orientando lo
sviluppo di questa significativa parte del territorio provinciale
verso la creazione di una fitta rete di connessioni materiali ed
immateriali. La condivisione di questo disegno da parte delle
realtà urbane coinvolte è dimostrata non solo dall’estensione
territoriale del programma ma soprattutto dall’entità degli
investimenti complessivi previsti, ammontanti a 1.289,5 mdl.
In particolare il PI è coerente con
la strategia di sviluppo delineata e con le proposta progettuale
avanzata dalla Città di Santa Maria per la valorizzazione del
Parco archeologico dell’Anfiteatro.
La proposta presentata, approvata
dai singoli Consigli Comunali, è stata quella che riportato il più
alto punteggio a livello nazionale, dimostrando la validità del
programma nel suo complesso.
Nella fase immediatamente successiva
alla stipula del Protocollo di Intesa con il Ministero dei LL.PP.
al PRUSST hanno aderito altre amministrazioni, che non avevano
potuto perfezionare l’adesione nella prima fase in quanto
impegnate nel rinnovo dei rispettivi consigli comunali, per cui
oggi fanno parte della “Conurbazione Casertana”, oltre
all’Amministrazione della Provincia di Caserta, le Amministrazioni
dei comuni di Caserta, Cancello Arnone, Capodrise, Capua,
Casagiove, Casapulla, Castel Volturno, Curti, Grazzanise, Macerata
Campania, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Portico di Caserta,
Recale, S. Marco Evangelista, S. Nicola la Strada, S. Prisco, San
Tammaro, S. Maria C. V., S. Maria la Fossa, Vitulazio.
Il PI è coerente con il Contratto
d’area Caserta Nord comprendente i comuni di Francolise, Pastorano,
Pignataro Maggiore, Santa Maria C.V., Sessa Aurunca, Sparanise,
Teano, Vitulazio, la cui stipula del primo protocollo d’intesa
risale al 29.12.1998 contribuendo alla definizione dell’obiettivo
principale del Contratto rappresentato dalla realizzazione di un
progetto integrato di valorizzazione, riqualificazione e sviluppo
del territorio, per facilitare ed incentivare investimenti
produttivi e terziario di qualità.
In particolare attraverso il
contratto d’area si propone di promuovere filiere strategiche in
quei settori in cui il territorio esprime le più interessanti
vocazioni economiche e la realizzazione di un polo
artistico-culturale, che prevede anche l’avvio di un centro di
produzione cinematografica.
E’ stata verificata, infine, la
coerenza del PI con gli interventi programmati
dall’Amministrazione attraverso il Piano-Programma delle Opere
Pubbliche per quanto concerne la riqualificazione della trama
viaria e il recupero degli immobili storici e di valore
culturale., con il Piano Territoriale Paesistico, con il P.R.G.
vigente, approvato con D.P.G.R.C. n. 8926/1983, e con i
principali dispositivi in materia di riqualificazione urbana, la
Legge 142/90, la Legge 179/92, la Legge Regionale 14/82. |
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