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5.1 Costituzione e composizione
Il Partenariato del PI rappresenta
la naturale evoluzione di quello attivato nell’ambito del PIT,
nell’intento di consolidare le reti di relazione interne al
Sistema Locale individuate.
A partire dai Soggetti Istituzionali
e Sociali già aderenti al PIT, il partenariato sarà costituito
secondo le procedure stabilite nel Complemento di Programmazione
al POR Campania, mediante una formale lettera di invito agli
“attori” aderenti. Per l’individuazione dei destinatari, si
adotterà il criterio del più ampio coinvolgimento dei soggetti di
rappresentanza degli interessi locali, sia organizzati in
strutture di rappresentanza di rilevanza nazionale, sia in più
minute e locali espressioni organizzative no-profit. Altro
criterio sarà quello di individuare soggetti che possano apportare
contributi utili al territorio, in termini di know-how
specialistico, saperi, competenze, risorse relazionali di tipo
istituzionale, commerciale, finanziario, imprenditoriale, di
valenza sovralocale.
L’adesione al partenariato da parte
degli attori socio economici sarà effettuata con atto formale nel
quale saranno designati i soggetti abilitati alla sottoscrizione
degli atti prodotti dal tavolo di concertazione. La rappresentanza
degli attori sociali ed economici presenti/operanti sul territorio
sarà articolata nelle seguenti categorie di partners:
-
Enti pubblici territoriali;
-
Enti/aziende Pubblici;
-
Rappresentanze Sociali, Imprenditoriali e Professionali;
-
Rete Associativa Locale;
-
Partner del Mondo Finanziario;
-
Partner del Mondo Accademico, della Ricerca e della Formazione;
-
Partner Privati.
In attuazione della procedure già
definite l’attività di concertazione inizierà con la raccolta,
direttamente dall’Amministrazione comunale, di elementi più
specifici su cui costruire il PI rivolgendosi innanzitutto alle
Amministrazioni Pubbliche interessate al Programma ovvero, Regione
Campania, Provincia di Caserta, Soprintendenza ai Beni
Archeologici di Napoli e Caserta, Soprintendenza ai Beni
architettonici ed ambientali di Caserta; Seconda Università degli
Studi di Napoli, per poi dare avvio ad un coinvolgimento più ampio
in funzione delle indicazioni raccolte.
5.2 Principi e metodi.
Il corretto esercizio di pratiche
partenariali contribuisce a qualificare i rapporti tra Istituzioni
e Società e a favorire la formazione di scelte maggiormente
partecipate e condivise dalle comunità amministrate. L’esercizio
attivo della concertazione determina effetti positivi anche
sull’economia, perché crea condizioni ottimali di collaborazione e
cooperazione tra gli attori locali da cui dipende la crescita e lo
sviluppo del territorio di riferimento, aumentandone la capacità
competitiva. Tali indirizzi, peraltro, sono suggeriti al fine di
utilizzare correttamente le risorse endogene per promuovere
programmi operativi su basi locali, con il preciso scopo di:
-
applicare il principio di sussidiarietà;
-
praticare efficacemente il decentramento dei poteri;
-
adottare pratiche operative che producano inclusione e coesione
sociale;
-
valorizzare le risorse endogene dei territori in ritardo di
sviluppo;
-
combattere le discriminazioni di genere e natura.
Per rappresentare e promuovere
compiutamente la molteplicità degli interessi e dei bisogni delle
comunità amministrate, il Partenariato sarà costituito su basi
ampiamente partecipative, e aperto a nuove adesioni: esso tenderà
a coinvolgere la totalità dei Soggetti che compongono la Società
del Sistema Locale, senza alcuna discriminazione. Gli attori che
costituiscono il Partenariato, godono di pari dignità e pari
diritti, a prescindere dalla condizione sociale, dalla posizione
gerarchica e dal ruolo svolto nell’ambito del territorio di
riferimento.
Per dare efficacia ed efficienza al metodo della concertazione si
assumeranno i concetti di: tempestività, qualità e coerenza nei
comportamenti di tutti gli attori a vario titolo coinvolti nella
concertazione. Una concertazione efficace ed efficiente deve,
infatti, garantire:
-
sincronismo (inteso come capacità di decisionale e attuativa
fortemente ispirata al concetto del tempo come risorsa e cadenzata
ai ritmi richiesti dalla programmazione sovralocale);
-
sincretismo (inteso come capacità di produrre sintonia operativa
tra gli attori del Partenariato locale e nella “filiera
istituzionale” costituita da Comune-Sistema
Locale-Provincia-Regione-Stato-Unione Europea);
-
cooperazione (intesa come sforzo di costruzione di una “stessa
tela”, cioè di un tessuto politico-istituzionale, sociale ed
economico più coeso, concorrente e competitivo nel processo di
unificazione europea).
Da quanto descritto si intuisce che
sono stati delineati i momenti iniziali di una reale attività di
parternariato, dopo i quali si provvederà ad affrontare la
realizzazione della fase di concertazione in modo da far derivare
i propri risultati dagli approfondimenti provenienti dalla
concertazione operativa mirata alla soluzione di problemi
specifici che si potrebbero presentare nel corso dell’iter
attuativo del Programma. |