sandro pangione

Criptoportico

(ex casa circondariale)

   
 
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Categoria: ARCHITETTURA CIVILE
Tipo: Carcere
Periodo: NEOCLASSICO
Datazione: XVII secolo
Cond. giuridica: pubblico
Proprietario: Ministero di Grazia e Giustizia
Indirizzo propr.:  
Vincolato:
Provvedimento: Bene vincolato ai sensi della legge 1 giugno 1939 n° 1089 e Regolamento approvato con Regio Decreto n° 363 del 30 gennaio 1913.
Stato: BUONO
Ubicazione: Corso Aldo Moro, 232
Descrizione:

L'istituto sede della casa circondariale é un edificio che, dalla sua origine ad oggi, ha subito notevoli modifiche. La sua storia inizia nel Seicento quando i Frati Minimi costruirono un convento con annessa cappella dedicata a S. Francesco di Paola, edificato in parte su di un braccio del Criptoportico romano che venne a costituirne il piano interrato ed utilizzato come cantina. Nel Settecento, il convento fu adattato a quartiere per la cavalleria Regia e nel 1738, quando ospitò il reggimento Rosciglione, riversava in pessime condizioni per cui subì dei restauri. Una testimonianza del 1745 riferisce sull'edificio e su alcune opere in esso contenute, andate successivamente distrutte. Esso, infatti, viene descritto come un edificio con sviluppo a due piani con tutte le volte e i muri laterali dipinti ad affresco con figure di fiori, uccelli, quadrupedi. Esso, inoltre prendeva luce da 80 finestre ed era dotato di 30 nicchie che, come altrettante cappellette, contenevano statue o sedili. Il pavimento era lavorato a mosaico e vi era un altare che è stato, poi, spostato nella cappella costruita nell'Ottocento al centro del cortile. Verso la fine del XVIII secolo, mentre la chiesa era utilizzata come camerata per le guardie carcerarie, il convento fu abbandonato a causa di un incendio che lo distrusse in parte. Sotto i Borboni, nel 1828, l'edificio su adibito a prigione e subì pertanto lavori di ampliamento. Da allora lo stabile fu sottoposto a diversi rifacimenti. Durante dei lavori di scavo, nel 1941, si rinvennero due tombe cristiane anepigrafi del VI secolo d. C.. Anche in epoche più recenti l'edificio ha subito dei rifacimenti sia esternamente che internamente. La facciata è stata rifatta nel 1987 e si è provveduto a sostituire l'antico portone con uno più funzionale. Il suo aspetto esterno é piuttosto austero, con un'articolazione di volumi e masse prevalenti rispetto ai vuoti. Si tratta di un edificio in muratura di tufo con sviluppo a due piani ed impianto a corte, di forma quadrata. La copertura è a tetto con capriate in legno.

Documentazione:

Ministero per i beni culturali ed ambientali Ufficio centrale per i Beni A.A.A.S. Istituto centrale per il catalogo e la documentazione Soprintendenza per i Beni A.A.A.S per le Province di Caserta e Benevento- CASERTA.

 

 

 

 

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del  Comune di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)