sandro pangione

mappa archeologica

   
       
       
     
 

 Villa Comunale

 
 
  Dopo la battaglia del Volturno, verso la metà di novembre del 1860, dopo appena 12 giorni dalla resa dei Borbonici di Capua, i rappresentanti del Comune deliberarono la costruzione di un ossario, ovvero un monumento che commemorasse la battaglia garibaldina. Il progetto però protrasse per anni e, a parte qualche raro articolo sui fogli locali che si ripetevano alle scadenze celebrativa, restò nelle aspirazioni a causa di difficoltà politico-amministrative.
 

 
Nel 1889, le municipalità di Capua e quella di Santa Maria Capua Vetere, anche se tormentate da reciproco rancore, si riunirono per la scelta del posto che, il 7 marzo 1889, fu individuato al Campo Nuovo degli Spagnuoli, a metà strada tra i due comuni e precisamente all'altezza della curva dei Cappuccini. Effettuato il sopraluogo, non si ebbe nessun risultato a causa della restia collaborazione tra i due comuni; questo disaccordo era dovuto sia dal fatto che, S. Maria essendo frazione di Capua, era obbligata a sostenere le spese generali di Capua, ritenute dai contribuenti un atto di vassallaggio e non di dovere civico; sia dal fatto che a Capua, vi erano ancora estimatori dei Borboni che snobbavano la "intelligenza" sammaritana la quale non trascurava circostanze per inneggiare a Garibaldi. Accantonato il progetto del monumento, si decise di realizzare un giardino pubblico da farsi alla fine del prolungamento, eseguito nel 1889, dell'attuale corso Ugo De Carolis (martire della resistenza).
 

 
Questa decisione, porto la Giunta Municipale a deliberare "che l'impianto di questo facesse degno contorno al monumento ossario"; desiderio di coloro che avevano vissuto l'epopea dei Mille e ne avevano ancora pieno i sogni. Così nel 1900, il comitato esecutivo scelse il progetto dell'architetto Emanuele Manfredi di Roma, che fu presentato 17 anni prima, al concorso provinciale e che l'autore aveva regalato al Comune. Il 26 Ottobre 1902, ebbe inizio la costruzione del Monumento ai Caduti e il 1° ottobre 1905, don Enrico Sanmartino, con la benedizione dei resti dei caduti, diede inizio all'inaugurazione del monumento con un coreografico schieramento di autorità civili e militari, reduci delle patrie battaglie, cavalleggeri, e tanti altri. Durante un violento temporale, scoppiato durante la notte del 1° novembre del 1914, un fulmine di enorme potenza, centrò la colonna composita causandone il crollo e frantumando la "Vittoria Alata", ovvero la statua che sormontava l'intera opera realizzata dall'artista di origine greca Ettore Ximenes. La statua, dopo 12 anni, fu sostituita da una copia ideata da Giuseppe Tonnini. Nel 1928, al giardino al quale era stato dato il nome di Villa Margherita, fu annessa alle spalle del monumento, una pineta che fungeva da limite al giardino pubblico e sulla destra, nel giardino dei Beatrice, vi era un piccolo familiare campo di tennis, unico nella provincia.
 
 
Villa Margherita, è costituita da una grande cancellata d'ingresso che si congiunge, in entrambi i lati, con bassi muri di cinta. Lateralmente, la Villa presenta due aperture: a sinistra su una traversa di via Convento delle Grazie; a destra su via Raffaele Perla.
 

La parte posteriore, costruita successivamente, presenta una uscita che si apre su via Sturzo. Lungo il viale esterno di sinistra, poco dopo l'apertura di via Convento delle Grazie, è visibile la cancellata di ingresso del Cinema Estivo aperto agli inizi degli anni '30 da Nicola Cortese e dato in gestione ai fratelli Grillo; l'arena ebbe un promettente lancio con varietà, films ed operette fino agli anni '50, anno in cui, a causa di una lunga crisi, fu costretto a chiudere.

 
Oggi, come è abitudine nel co-mune di Santa Maria Capua Vetere, anche questo frammento di storia è chiuso ed abbandonato da anni. Il parco è costituito all'interno da due vialoni alberati che, percorrendo gran parte del suo perimetro, circonda il monumento e il vialone principale, anch'esso alberato. All'interno del parco, ai lati del monumento, sono presenti anche due vasche ornamentali. Il monumento è costruito con marmo bianco ed abbellito con fregi in bronzo, esso si eleva su di una scalinata che da accesso ad un terrazzamento, presentando ai lati due leoni alati (a dire il vero, oggi ne rimane solo uno) e sulla colonna, più bassa di quella originale, sono presenti immagini riferite alla battaglia del 1° ottobre 1860.
 
 
   

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