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mappa archeologica

   
       
       
     
 

 Teatro Garibaldi

 
 
 

Come ben sappiamo, la passione per il teatro è stato sempre presente in tutto il territorio campano e in particolar modo in quello dell'Antica Capua. Alla fine del 1500 a Capua e il casale di S. Maria, si davano commedie con autori del po-sto tra i quali Silvio Fiorillo che, oltre ai pregevoli componimenti, aggiunse la recitazione e l'invenzione della maschera di capitan Matamoro. Mentre nel 1781 a Capua fu costruito il Teatro, a S. Maria si recitava su improvvisate pedane familiari; così nel Maggio del 1876 il Consiglio Comunale deliberò la costruzione di un teatro che appagasse le esigenze dei cittadini che nel 1835 avevano avanzato una petizione, ulteriormente sottoscritta nel 1864 quando il Municipio elargì un prestito pubblico per vedere realizzata quest'opera a Santa Maria Capua Vetere, incaricando l'architetto Della Corte di stilare un progetto e di costruire il suddetto teatro. Due anni più tardi, nel 1866, un Regio Decreto autorizzò la sua costruzione fissando i termini entro i quali l'opera doveva essere completata.

 

 
Venti anni dopo fu redatto un nuovo piano di lavoro, in base al quale vi dovevano essere due entrate laterali, una riservata ai pedoni e una capienza di 600 spettatori. Iniziò così, la scelta del posto dove doveva sorgere l'opera; infatti, in quegli anni la stampa diede varie indicazioni riguardo alla scelta del posto in cui doveva sorgere l'edificio, fino a quando fu scelto il giardino dei Cipullo - Lucarelli. Sin dall'inizio però, i proprietari del suddetto giardino erano contrari a tale decisione, tanto che per evitare l'alienazione, non esitarono a frapporre indugi legali che si risolsero a favore del comune che, con Regio Decreto del 17.1.1887, dichiarò di pubblica utilità l'opera da costruire espropriando il terreno.

L'architettura è di stile tardo neoclassico, realizzata in modo armonico e gradualmente differente. Infatti partendo dal pian terreno, notiamo che la facciata presenta una bugnatu-ra liscia, tre ingressi preceduti da quattro giardini e due nicchie contenenti le statue di Goldoni e Alfieri. Inoltre si possono osservare quattro medaglioni che raffigurano il Bellini, il Rossini, il Pergolesi e il Cimarosa e due bassorilievi con motivi floreali e musicali.

 

 
Il primo piano è caratterizzato da cinque balconi centrali, divisi da quattro coppie di colonnine corinzie che sostengono la trabeazione. La facciata viene chiusa da un frontone centrale e due timpani arcuati, decorati con grifoni che reggono uno stemma. Il primo piano, al quale si giunge attraverso l'ingresso laterale posto alla sinistra del teatro, è composto dal "Salone degli Specchi" utilizzato come sede di riunioni e di iniziative culturali . All'interno del teatro c'è un enorme dipinto di Gaetano Esposito raffigurante il Tasso nell'atto di scendere una scala, circondato da angeli in festa: in prospettiva, sulla cima della scala, si intravede un altare fumante davanti ad un tempio dorico. Vi è, inoltre, un bellissimo sipario realizzato da Paolo Vetri, una rappresentazione in oro zecchino di putti che suonano le trombe e quaranta bracci, sempre in oro zecchino, usati per l'illuminazione.
 

foto del 1896

 
   

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