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Ubicazione:
Via Appia, e confinante angolo Comune
di San Prisco (Ce).
Cenni storici:
Capua fu dotata di un acquedotto in età Augustea, la Acqua Julia, nel passato, storici come Mazzocchi e Pratilli, ritenevano che provenisse da Taburno, lo studioso Jowhannowsky, pensa che scendesse dal Tifata.
Esistono testimonianze che l'acquedotto carolino costruito da Vanvitelli per la cascata della Reggia Borbonica, corre attualmente sulla stessa linea.
Descrizione:
Del serbatoio sopravvivono solo alcuni resti.
Si tratta di un castello di distribuzione delle acque di costruzione di laterizio ed opus reticolatum, che fungeva da piezometro, a forma di torre con pozzo circolare.
Molto probabilmente era analogo al Castellum Aquae di Pompei che sorge presso porta Vesuvio.
L'esterno è a forma di pianta quadrangolare, l'interno a pianta circolare e copertura a cupola.
La fornitura delle acque era legata alla presenza di uno o più serbatoi (chiamata castella), con appositi condotti in bronzo (chiamato calices) consentivano la quantità di flusso da erogare, mentre un'articolata conduttura in piombo (chiamata fistulae) o terracotta (tubi) ne assicurava la diramazione nel tessuto urbano, nonché agli impianti balneari, alle fontane pubbliche, e alle botteghe artigiane.
Collaborazioni:
Sovrintendenza Archeologica
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