|
|
| |
|
 |
 |
 |
 |
 |
|
L'Altare della Cappella
della Redenzione |
Portale d'ingresso della
Cappella della Redenzione |
Il coro e la cantoria (1766) |
Cimitero sotterraneo della
Confraternita
(sec. XVI) |
Francesco De Mura "Il
Pianto sul Cristo morto" Tela ad olio (1757) |
|
|
|
|
Categoria: |
ARCHITETTURA RELIGIOSA
|
|
Tipo: |
Chiesa |
|
Periodo: |
BAROCCO |
|
Datazione: |
V - XVIII secolo
|
|
Cond. giuridica: |
pubblico |
|
Proprietario: |
Diocesi di Capua
|
|
Indirizzo propr.: |
|
|
Vincolato: |
Sì |
|
Provvedimento: |
Bene vincolato ai sensi
della legge 1 giugno 1939 n° 1089 e Regolamento approvato
con Regio Decreto n° 363 del 30 gennaio 1913.
|
|
Stato: |
OTTIMO |
|
Ubicazione: |
Piazza G. Matteotti
|
|
Descrizione: |
La
chiesa di S. Maria Maggiore, detta anche di S. Simmaco, fu
fatta edificare dal Santo vescovo (424 - 439) sulla cripta
paleocristiana di S. Prisco. Il nucleo originale della
chiesa era composto da tre navate chiuse da un'abside
mentre le colonne di marmo che sostengono la chiesa,
provengono dal tempio di Giove. Accanto alla chiesa fu
costruita una torre che fu successivamente adibita a
campanile. Per ringraziare la Vergine della sua
intercessione verso l'imperatore Carlo Magno, Arechi II,
Principe di Benevento, ampliò la chiesa che fu consacrata
da papa Adriano I. La leggenda narra che il Papa, mentre
si accingeva alla consacrazione, vide una luce opaca e
accostandosi all'altare trovò, in caratteri d'oro, una
scritta latina che diceva: "Chiunque verrà a questa Chiesa
con devozione al primo canto del gallo e per tutto il
giorno del mese di agosto, sia mondato di ogni peccato".
La chiesa fu denominata "S. Maria Suricorum" in virtù
della guarigione ottenuta da Errico, figlio di un
imperatore, che guarì dalla lebbra. L'evento è ricordato
dall'iscrizione del 1615 realizzata su marmo, posta nella
parete della navata sinistra nei pressi della cappella di
S. Giuseppe. Numerosi furono gli ulteriori interventi di
ampliamento e rifacimento cui l'edificio fu sottoposto nel
corso dei secoli. L'ultimo risale al 1985 che portò
all'eliminazione degli affreschi della volta. Allo stato
attuale, la chiesa appare secondo la ricostruzione che fu
effettuata dopo che la chiesa subì un crollo e che fu
impostata sul rispetto della volumetria e dell'altezza
preesistenti. Nella sua facciata, scandita da lesene, si
aprono tre portali di cui quello centrale , il maggiore, é
sormontato da una grande decorazione con due angeli che
sostengono una insegna episcopale. Il finestrone centrale
presenta vetrate policrome con la raffigurazione della
"Madonna Assunta in cielo". In alto, in corrispondenza del
fastigio terminale, é collocata una statua della Vergine.
La chiesa é affiancata dal campanile realizzato dopo il
1872 con pianta quadrata e base in travertino e sviluppato
su tre piani ciascuno dei quali illuminato da una finestra
su ogni lato. L'impianto planimetrico é di tipo basilicale
di forma irregolare a cinque navate suddivise da 51
colonne provenienti da varie antiche fabbriche. |
|
La Cappella della Confraternita della
Redenzione |
Adiacente la cappella di San Giuseppe,
sul fondo della navata sinistra del Duomo, sorge la
Cappella della Redenzione realizzata nelle forme attuali
nel 1777.
La Cappella, a pianta rettangolare,
presenta un coro ligneo del XVIII secolo, con quaranta
scanni oltre a quello riservato al padre spirituale. Un
organo a canne del XVIII secolo con la cantoria, occupa
la parete di fondo.
Sulle pareti di destra e di sinistra
vi sono quattro affreschi rappresentanti Santa Teresa,
Santa Chiara, Santa Rita e Santa Scolastica. La volta
della Cappella, nella parte centrale, presenta un
affresco raffigurante Cristo Risorto.
Sull' arco trionfale, due grandi
scheletri alati in stucco sorreggono uno stemma con la
scritta "Omnes vivunt in Deo".
L 'abside accoglie un altare in marmo
policromo. Sopra l'altare una grande tela ad olio
rappresenta "Il pianto sul Cristo Morto" realizzato dal
noto artista Francesco De Mura nel 1757. Della stessa
epoca 1759 è la tela ad olio ubicata nel vestibolo della
cappella e che rappresenta San Filippo Neri.
Attraverso una scala di trenta gradini si
accede alla cripta della cappella che accoglie il
cimitero sotterraneo realizzato alla fme del XVI secolo
e dove il pio sodalizio esercitò la sepoltura dei morti
fmo all ' avvento delle leggi napoleoniche che
proibivano le inumazioni nelle chiese e nei luoghi
sacri. |
|
Documentazione: |
Ministero per i beni culturali ed ambientali Ufficio
centrale per i Beni A.A.A.S. Istituto centrale per il
catalogo e la documentazione Soprintendenza per i Beni
A.A.A.S per le Province di Caserta e Benevento- CASERTA
|
|
|
| |
|
|
| |