| |
 |
Adottare un cane al canile non basta:
dovete essere pronti ad aiutarlo.
Non sempre è facile, non sempre basta l’affetto,
ed il buonsenso.
Aiutare un cane con un passato di maltrattamenti, abbandono e abusi richiede tempo, impegno, e a volte
anche l’aiuto di un esperto.
Siete pronti a tutto questo?
|
|
| |
Avete deciso di adottare un cane. Invece di comprare una guida ai cani di razza, decidete di fare una visita al più vicino canile. Di dare una seconda opportunità a un trovatello. Osservare i cani nei recinti però non è molto diverso da sfogliare un libro con fotografie di tante razze: quello che vedete sono cani di taglia diversa, colore diverso, aspetto diverso. Quello che forse non vedete è che sono anche individui con una diversa personalità e un passato spesso sconosciuto. A volte con piccoli e grandi problemi di salute, di carattere, di comportamento. Un cane abbandonato e maltrattato può soffrire di ansia da separazione, di timori e fobie, di aggressività da paura e da auto-difesa. Se non conoscete la sua storia, è difficile capire come reagirà in certe situazioni. |
|
| |
Il cane adatto non significa il cane che vi piace di più. Significa il cane che può inserirsi nella vostra famiglia, nel vostro stile di vita senza dare o subire problemi. Non scegliete un cane bello e simpatico che però insegue i gatti, se in casa ci sono dei mici. Non scegliete un cane che ha paura dei bambini, se avete dei figli piccoli. Non scegliete un cane che non siete in grado di gestire, di aiutare, che siete felici di avere in casa. A volte l’adozione è meno impegnativa: il cucciolo, il cane con un passato conosciuto, il cane di amici che non possono più tenerlo. Il cucciolo e il cucciolone sono più adattabili, il cane di cui conoscete la storia è più facile da capire e conoscere. La maggior parte dei cani ospitati in canile però ha una storia che nessuno sa raccontare. E sono adulti. Tutti meritano una seconda possibilità, non tutti però possono essere adatti a voi e alla vostra famiglia. Cosa dovete considerare per una scelta responsabile?
L’età. In canile le richieste riguardano soprattutto cuccioli e cani giovani. Sono quelli che si adattano con più facilità alla nuova casa, e manifestano in genere meno problemi di comportamento. Anche il cucciolo però richiede tempo ed energie per essere educato e socializzato. Se ha il tempo e la possibilità di ambientarsi, un cane adulto, soprattutto se cresciuto in casa, si rivela un compagno discreto e altrettanto affettuoso e affezionato.
La taglia. Un cane piccolo è più facile da gestire anche da persone anziane e da ragazzi. Incute meno timore, può essere portato a spasso in città, nei luoghi e sui mezzi pubblici senza difficoltà (basta prenderlo in braccio quando serve). Il cane di taglia media richiede più movimento, e più spazio.
L’aspetto. Il nostro giudizio iniziale si basa molto sull’estetica: ci piace un cane di una certa taglia, colore, espressione del muso, pelo lungo, corto o riccio. Alcune caratteristiche morfologiche non sono importanti, come il colore, altre possono diventarlo. I cani a pelo lungo, con barba e baffi, richiedono tempo per restare puliti e in ordine. I cani a pelo raso soffrono il freddo e l’umidità. Un cane di grande taglia può far paura, e deve essere educato con cura per poterlo controllare in ogni situazione.
La razza. In canile si trovano anche cani di razza, senza pedigree o non puri. La razza però non è una garanzia di felice convivenza. Il canile non è uno spaccio di cani di razza a basso costo…
L’attività. Un cane molto vivace e che ha bisogno di molto movimento e gioco è molto più impegnativo di un cane più tranquillo, pigro, magari anche vecchiotto. Un cane attivo deve poter fare movimento tutti i giorni. Siete pronti a passare un’ora e più a spasso con il cane?
Il comportamento. Osservare il cane in canile può dare delle informazioni sul suo carattere: è socievole, timido, ha paura dei rumori, ha paura degli uomini o dei bambini, è aggressivo, è aggressivo con gli altri cani? Alcune caratteristiche possono modificarsi cambiando ambiente e stile di vita, altre no. Proprio il comportamento può determinare il successo o il fallimento dell’adozione. Se decidete di adottare un cane con dei problemi, assicuratevi di sapere come affrontarli, o di poter contattare qualcuno che può aiutarvi.
|
|
| |
Avvicinarsi amichevolmente, senza fissare il cane, e chiamarlo per nome con tono allegro. Come reagisce? L’approccio a una persona estranea può dare un’idea dell’atteggiamento e delle esperienze del cane con un adulto.
Mettere un collare, camminare al guinzaglio. Il comportamento del cane sarà influenzato dall’eccitazione, è quindi bene insistere un po’ prima di valutare questo aspetto.
Chiamare il cane libero, offrendo del cibo, un giocattolo o attenzione e coccole. Come si comporta? A quali stimoli reagisce?
Manipolare il cane: accarezzarlo senza costrizione, spazzolarlo, toccargli orecchie, zampe, muso. Un cane adulto molto sensibile o traumatizzato non è il compagno ideale per dei bambini.
Portarlo a spasso in auto,
lasciarlo solo al massimo per 10 minuti. Un comportamento ansioso in queste situazioni può indicare la tendenza all’ansia da separazione.
Avvicinarsi alla ciotola del cibo in modo neutro,
non sottrarre mai un giocattolo al quale il cane può essere
molto affezionato, potrebbe reagire male.
Adottare un cane adulto significa anche doverlo controllare e gestire in situazioni che potrebbero scatenare un conflitto.
Avvicinarlo a un cane sconosciuto,
o ad un gatto. Un cane aggressivo è un problema soprattutto se vivete in città.” |
|