Il Duomo

 

Percorrendo via Mazzocchi, dopo essersi lasciati alle spalle piazza Mazzini, si giunge in piazza Matteotti dove si affaccia la Basilica di Santa Maria Maggiore, il monumento eponimo della città, una testimonianza preziosissima dei primi secoli della Cristianità.
La Facciata dell'edificio presenta tre portali, con il centrale molto più ampio di quelli laterali. L'entrata maggiore è racchiusa tra quattro colonne schiacciate. Sul portale marmoreo, una decorazione raffigura due angeli che sorreggono un'insegna episcopale. Il finestrone centralee è stato recentemente decorato con vetrate policrome, raffiguranti la Madonna Assunta in Cielo, ed anche la statua della Vergine, colpita da un fulmine nel 1995, è stata restaurata e posta nella nicchia in cima alla facciata stessa.
L'interno della chiesa è a cinque navate, scandito da 51 colonne antiche di varia fattura e diverso materiale. Tutte sormontate da capitelli corinzi, alcune si distinguono per essee scanalate o tortili. Quelle della navata centrale sono più alte ed in marmo rosa, mentre le due che sorreggono l'organo provengono dal Duomo di Nola.

 

La Confraternita della Redenzione

 
 

Adiacente la cappella di San Giuseppe, sul fondo della navata sinistra del Duomo, sorge la Cappella della Redenzione realizzata nelle forme attuali nel 1777. La Cappella, a pianta rettangolare, presenta un coro ligneo del XVIII secolo, con quaranta scanni oltre a quello riservato al padre spirituale. Un organo a canne del XVIII secolo con la cantoria, occupa la parete di fondo. Sulle pareti di destra e di sinistra vi sono quattro affreschi rappresentanti Santa Teresa, Santa Chiara, Santa Rita e Santa Scolastica. La volta della Cappella, nella parte centrale, presenta un affresco raffigurante Cristo Risorto. Sull' arco trionfale, due grandi scheletri alati in stucco sorreggono uno stemma con la scritta "Omnes vivunt in Deo". L'abside accoglie un altare in marmo policromo. Sopra l'altare una grande tela ad olio rappresenta "Il pianto sul Cristo Morto" realizzato dal noto artista Francesco De Mura nel 1757. Della stessa epoca 1759 è la tela ad olio ubicata nel vestibolo della cappella e che rappresenta San Filippo Neri. Attraverso una scala di trenta gradini si accede alla cripta della cappella che accoglie il cimitero sotterraneo realizzato alla fine del XVI secolo e dove il pio sodalizio esercitò la sepoltura dei morti fino all'avvento delle leggi napoleoniche che proibivano le inumazioni nelle chiese e nei luoghi sacri